martedì

Qui tra il cielo e il cuore - Cap. 11 - Mick è nei guai

-“Come sta il mio piccolino?”- Disse Ryo entrando quasi furtivamente nella stanza di Shinji, quasi scusandosi per la sua intromissione. Erano da poco passate le sei e la debole luce del mattino cominciava a illuminare la stanza.
-“Sta meglio, Ryo. Ma adesso andiamo fuori a parlare non voglio svegliarlo, sta finalmente dormendo sereno”- sussurrò di rimando Kaori passandogli accanto. Ryo uscì e Kaori chiuse piano la porta.
-“Sei stata tutta la notte a vegliarlo, ti ringrazio infinitamente Kaori. E mi scuso, perché come un idiota, ho lasciato nuovamente tutto nelle tue mani.”-
-“Non ti preoccupare Ryo. So che hai avuto i tuoi buoni motivi. Scommetto che sei stato con Umi per cercare di trovare il bandolo della matassa.”-
-“Si, in effetti, è andata così, ma io mi sento un verme ugualmente. Tu eri lì con lui. E io? Dov’ero? Certo a cercare di capirci qualcosa. Ma Shinji aveva bisogno di me, di sentirmi vicino. Sono davvero un vile.”-
Kaori fece di no con la testa, prendendo una mano tra le sue.
-“Si Kaori. Sono una persona meschina davvero. Sono passato più volte. Ti ho visto parlare con Miki e ridere con lei, quindi ho immaginato che la febbre fosse scesa. Ma nella seconda parte della notte ti ho vista tenere la mano di Shinji, mentre Miki cercava con tutte le sue forze di non far chiudere i suoi occhi. Ti ho visto, quando rimboccavi le sue coperte, quando gli sussurravi qualcosa all’orecchio per farlo calmare, quando ti sei addormentata stremata appoggiando la testa sul suo letto, seduta per terra.”-
-“Oh, allora sei stato tu a mettermi una coperta sulle spalle. Grazie.”- disse Kaori abbassando gli occhi infinitamente grata.
-“E’ il minimo che potessi fare. Non vorrai ammalarti anche tu!”- le disse poggiandole l’ altra mano sulla spalla.
Kaori stava già cominciando ad aver caldo, per via di quella vicinanza, quel gesto, quelle parole dette con quel tono di voce di chi è realmente preoccupato e sinceramente mortificato.
-“No, certo che no! Che ne dici di una tazza di caffè fumante? Vado a chiamare Miki e facciamo colazione tutti e quattro assieme, che ne pensi?”- disse Kaori per cambiare argomento e avere una scusa per riprendere il controllo delle sue emozioni.
-“Ok, nel frattempo penserò io a vegliare sul sonno del bambino.”-
Kaori stette lì immobile, guardandolo allontanarsi. Ryo aprì la porta e dolcemente la chiuse dietro di sé.
-“Kaori! Cosa fai? Perché fissi la porta?”-
-“Nulla Miki ero soprappensiero” – disse Kaori imbarazzata come una bambina, sorpresa con la mano dentro un barattolo di marmellata.
-“Andiamo a preparare la colazione, ti va?”-
-“Certo!”-rispose Kaori seguendo l’amica in cucina.

-“Ciao piccolo.”- sussurrò Ryo al bambino –“Mi spiace tantissimo di non essere stato qui con te questa notte, ma volevo capire cosa fosse successo a te e alla tua mamma. Mi perdoni vero?”-

Stai con me da pochi mesi e già ho di che chiederti perdono. Mi spiace davvero tanto, piccolo. Di certo non è questo che la tua mamma immaginava per te. Chissà come è stata la tua vita prima di tutto questo. Chissà cosa ti ha detto Emi di me. Quando te ne avrà parlato la prima volta? Chissà cosa pensava lei di me. E tu cosa pensi di me?

-“Ryo, la colazione è pronta vieni.”- disse piano Kaori facendo capolino dalla porta.

Vedi non sono neanche capace di parlarti apertamente, di dirti quali sono i miei sentimenti. La verità è che con te mi sento senza barriere, come se tu riuscissi a leggermi fino in fondo al cuore con quegli occhi trasparenti. E questo mi mette in soggezione. Un tipo come me in soggezione! Eppure tu riesci a fare questo. Scusami per quello che non riesco a darti. Dammi tempo. Imparerò ad essere un bravo padre. Ti chiedo solo tempo.

Kaori restò lì a guardarlo. Si chiedeva cosa stesse pensando, lì in silenzio.
-“Arrivo.”- le disse Ryo, dopo qualche istante. Accarezzò la guancia di Shinji con il dorso della mano, pianissimo per non svegliarlo. Sistemò nuovamente le coperte e si alzò seguendo Kaori.

-“Notizie di Mick?”- chiese Ryo, prendendo la sua tazza di caffè bollente.
-“Ancora nessuna nuova. E’ strano però, lui è sempre puntuale.”- rispose Umibozu.-
-“Sono sicura che presto ci contatterà, spero solo non si sia cacciato in qualche guaio.”- aggiunse Miki.
-“Perché, doveva fare qualcosa di pericoloso?”- si informò a quel punto Kaori.
-“Nulla di particolare. Doveva raccogliere informazioni sul conto di Shiro Katayama. Su quali rapporti, se mai ci sono stati, intercorressero tra lui e la Union Teope. Saeko sospetta che sia rimasto ancora qualcuno a tener viva quell’ organizzazione, ma senza Kaibara sono come un branco di lupi senza un capo da seguire: disorientati e lenti nei loro movimenti. A meno che tra le loro fila non ci sia qualcuno con la sua stessa furbizia.”- spiegò Ryo sorseggiando il suo caffè.
-“In ogni caso se Saeko ritiene che sia il caso indagare, non vedo cosa obiettare. Ha un grande fiuto e un ottimo sesto senso.”- ribatté Umibozu rimettendo ordine nella cucina.
-“Hai perfettamente ragione. Non ci resta che aspettare.”-concluse Miki, aiutando suo marito.

Il buio riempiva quel luogo. Solo la luce di una torcia era puntata contro i suoi occhi.
-“Allora caro Angel. Che ci fai qui? Me lo dici con le buone o come sempre, con te dobbiamo usare le cattive?”- l’uomo che stava minacciando Mick indossava una maschera e la voce era leggermente alterata per renderla irriconoscibile. Mick non riusciva a capire chi fosse.
-“Ma tu chi sei? Che vuoi da me?”- rispose Mick incatenato ad una trave, impossibilitato a muoversi. Come fosse arrivato lì non lo ricordava, sicuramente era stato tramortito da qualche complice di quell’uomo.
-“Ah no caro. Le domande le faccio io. Se non sbaglio sei stato tu ad intrometterti furtivamente in una proprietà privata. Non sei stato invitato. Cosa cercavi?”-
-“Cosa ti importa cosa cercavo? Se non hai nemmeno il coraggio di mostrarti in faccia, come pretendi che ti risponda?”-
-“Bene, vedo che non vuoi collaborare. Ma ragiona con me: la mia richiesta ti sembra illecita?”
-“A rigor di logica no, non è illecita.”-
-“Bene, allora?”- incalzò lo sconosciuto.
-“Quello che state facendo avrà delle ripercussioni e lo sai benissimo. Vuoi sapere perché sono qui solo perché te la stai facendo sotto. Temi che la polizia possa trovarvi e spedirvi in gattabuia. Per quello che avete fatto possono pure gettare via la chiave!”- disse Mick piuttosto alterato.
-“Mick Angel! Mi piacerebbe proprio sapere come hai fatto a salvarti l’ultima volta. Ma ti assicuro che questa volta la tua salvezza è praticamente impossibile!”- disse l’uomo in preda all’ira.
-“Non mi fai paura!”- Mick lo guardò con odio.
-“Come vuoi. Ti lascio il tempo di pensarci un po’ su. Sono molto magnanimo!”- disse con un ghigno e si allontanò.

Come posso avvertire Ryo? Quest’ uomo è davvero un pazzo. Devo riuscire a liberarmi e a scappare di qui prima che possa nuocere ad altre persone. Maledetti mi hanno appeso come un salame!

Ma ogni tentativo di Mick di liberarsi si rivelava vano. Purtroppo era agganciato con delle manette a quella trave. Aveva entrambi i piedi liberi e li poggiava tranquillamente a terra. Ma le sue braccia erano troppo deboli per poter resistere a lungo in quella posizione. Aveva tremendamente paura di non farcela.

Ma io non cederò. Devo riuscirci. Da quanto tempo sono qui? In questo luogo non c’è neppure una finestra per orientarmi. Sarà giorno? Sarà notte? Calma Mick. Ragiona con calma. Dunque il pavimento è in pietra. Questa trave alla quale sono incatenato è di metallo: tintinna ad ogni mio movimento. Si direbbe una cantina. Si, c’è un odore stantio e l’aria sa di muffa.

Cominciava a sudare. La fatica era troppa. Decise di riposarsi. Per non sprecare ogni singolo istante chiuse gli occhi e si concentrò. Avrebbe capito dove lo avevano portato dai rumori dell’ambiente intorno. Di certo non si trovava nello stesso stabile in cui lo avevano sorpreso. Non si sentiva l’odore del mare né lo sciabordio dell’acqua, né le navi: non un rumore tipico che si sente nelle vicinanze del porto.

Dunque, nessuna automobile. O siamo in una via poco trafficata, o siamo in un posto isolato o è notte e in giro c’è poca gente. Ma non sento animali... né rumori cittadini. Accidenti! A parte questi odiosissimi topi che non fanno altro che squittire e rosicchiare, non sento nulla. Silenzio assoluto. Ma... un momento...

Mick tese ancora di più l’orecchio. Una sorta d’ansia lo stava pervadendo.

Ma questo è... è il pianto disperato di un bambino!

venerdì

Music about me (prima parte)

Le regole!
1. Impostare lettore mp3, Windows Media Player et similia su 'riproduzione casuale'
2. Ad ogni domanda passare al brano successivo.
3. Usare il titolo della canzone come risposta, anche se non ha senso. Senza barare!
4. Commentare l'effetto della risposta.

COSA STAI FACENDO IN QUESTO MOMENTO?
No one - Alicia Keys

I just want you close
Where you can stay forever
You can be sure
That it will only get better

Effettivamente è nei miei pensieri....

COME TI SENTI OGGI?
This will be (An everlasting love)- Natalie Cole

You've brought a lot of sunshine into my life
You've filled me with happiness I never knew
You gave me more joy than I ever dreamed of
And no one, no one can take the place of you

Beh, sinceramente sono una persona ottimista... ma deve ancora arrivare qualcuno che porti "lo splendere del sole nella mia via".

COM'E' LA TUA VITA IN QUESTO PERIODO?
Feel it (in the air tonight) - Naturally 7

I'm not afraid...My trust won't fade
Got to believe (got to believe)
Can't be deceived (don't be deceived)
My faith is strong,
I'm holding on
I see the light....(I see the light)
I feel alright


Si... non ho paura, tutto andrà per il meglio, anche se sarà dura!

COSA TI ASPETTA DOMANI?
Almeno stavolta - Nek

Se non ti vuoi fidare
Almeno ascoltami
Di rimanermi ostile
Non serve a te
Ne a me...


Azzeccatissima! Ci sono un paio di persone che, invidiose e ostili, cercano sempre di mettere i bastoni tra le ruote e fare del male gratuitamente! Perchè? Non serve a nessuno! I'm for love and peace... always!! Spero che domani qualcosa possa cambiare....

CHE HAI IN PROGRAMMA PER QUESTO WEEKEND?
Lose my breath - Destiny's Child
Lose my breath? Si può fare..... ^^"

LA TUA FILOSOFIA DI VITA
Oops! I did it again - Britney Spears
You see my problem is this
I'm dreaming away
Wishing that heroes, they truly exist
I cry, watching the days
Can't you see I'm a fool in so many ways
But to lose all my senses
That is just so typically me
Effettivamente cado sempre negli stessi errori. Di valutazione per lo più... e poi si... sogno troppo!

QUAL E' IL TUO PIU' GRANDE SEGRETO?
Un'ora sola ti vorrei - Giorgia
Io non vedo il mondo
quando penso a te
vedo gli occhi tuoi nei miei
ma se non mi vuoi
non è niente sai
la vita mia per me
Un'ora sola ti vorrei
io che non so scordarti mai
ed in quest'ora donerei
la vita mia per te
Un amore segreto? Forse si... forse no... mistero...
CON I TUOI AMICI
Always - Bon Jovi

Ma che razza di amici ho? Questa canzone è da innamorati (non troppo fortunati per di più...) non da amici! Boh... c'è qualcosa che non va!!

CON L'ALTRO SESSO
A sort of a fairy tale - Tori Amos
Si... sogno una favola....

CON IL MONDO
I ricordi del cuore - Amedeo Minghi
Voi speranze che sperai, sorrisi e pianti miei.
Promesse di allegria e sogni in cui volai.
Uhm.... speranze e promesse, spesso infrante... sorrisi e delusioni.... Che il mio mondo ideale sia quello legato ai ricordi? Al passato?

COM'E' LA TUA VITA AMOROSA AL MOMENTO?
Moonlight Shadow - Mike Oldfield
The last that ever she saw him
Carried away by a moonlight shadow
He passed on worried and warning
Carried away by a moonlight shadow.
Lost in a riddle last saturday night
Far away on the other side.
He was caught in the middle of a desperate fight
And she couldn't find how to push through

....no comment....

COME SARA' DOMANI?
La cura - Franco Battiato
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere
speciale, ed io, avrò cura di te.

Ci sarà qualcuno che farà tutto questo per me? Allora sarà un meraviglioso domani... Spero di poter e saper fare altrettanto...

COM'ERA LA TUA INFANZIA?
Meravigliosa cratura - Gianna Nannini
Grazie! Son contenta di essere definita così! (ma forse si esagera... ^^")

LA CANZONE DEL TUO MIGLIORE AMICO
Goin' under - Evanescence
E' così? No dai... non ci credo.... Si deve essere inceppato il riproduttore casuale....

LA CANZONE DEL TUO PEGGIORE NEMICO
When you believe (Il principe d'Egitto OST) - Mariah Carey & Whitney Houston
There can be miraclesWhen you believe
Though hope is frailIt's hard to kill
Who knows what miracles
You can achieve
When you believe somehow you will
You will when you believe


Non credo di avere nemici... nel caso in cui dovessi averli so che i miracoli accadono e un nemico può trasformarsi... Sto dando i numeri? Può essere... ^^"

COME TI CONSIDERA LA TUA FAMIGLIA?
Innocent eyes - Delta Goodrem
Beh si... sicuramente mi vedono come una ragazza dagli occhi innocenti... mi ripetono in continuazione che sono troppo ingenua!!!

DA PICCOLA COSA SOGNAVI?
Eppure sentire (un senso di te) - Elisa
Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è
Sognavo... i fiori... il cielo... il mare... la gioia....

GLI AMICI
All about us - T.A.T.U.
Contiamo sempre (beh sempre sempre no, purtroppo, però...) l'un l'altro, senza arrenderci mai e sostenedoci a vicenda!

L'ALTRO SESSO
Me gustas tu - Manu Chao

Non riesco a credere che sia venuta fuori proprio questa canzone!! Però è davvero perfetta!

IL MONDO
Caresse toi - Carlotta
Posso amarti,
posso odiarti
o semplicemente dirti
"oui je t'aime"…
Sono d'accordo!

COSA DESIDERI?
It's like that - Mariah Carey
Cuz it's my night
No stress, no fights
I'm leavin it all behind
No tears, no time to cry
Just makin the most of life
Lasciarmi tutte le cose poco belle alle spalle.... e vivere la vita cercando di
prendere il meglio!!!

mercoledì

Qui tra il cielo e il cuore - Cap. 10 - Notte insonne

Miki fu molto sollevata, quando vide arrivare la coppia di sweeper. Non sapeva che fare, il bambino piangeva, delirava e scottava. Aveva provato a far abbassare la temperatura, ma non era servito a nulla. Era stata contattata dalla direttrice della scuola di Shinji e di corsa era andata a prenderlo; poi aveva chiamato i ragazzi pregandoli di arrivare il prima possibile. Il fatto che Ryo e Kaori adesso fossero lì con lei le fece tirare un sospiro di sollievo. Aveva già contattato il Doc, come le aveva suggerito Ryo e aveva seguito alla lettera le sue istruzioni. Le riferì prontamente a Kaori che ascoltandola attenta e annuendo si recò nella stanza in cui Miki aveva sistemato Shinji. La voce calma e rassicurante della ragazza quietarono un po’ i deliri del piccolo ammalato. Concordarono che sarebbero rimasti a casa loro per quella notte: non era il caso spostarsi. Umibozu e Ryo dopo essersi assicurati sulle condizioni di Shinji si allontanarono.

La notte passò tranquilla. Kaori e Miki restarono tutta la notte a vegliare il bambino, parlando e scambiandosi confidenze per non addormentarsi.

-“Uhm… quello che mi dici Kaori è molto strano. Davvero non riesco a capire quali possano essere le motivazioni. Come dici tu, perché non chiedere aiuto a Ryo? Chi meglio di lui poteva aiutarla? Qui c’è qualcosa che non va…. O Ryo non ti ha detto tutto…”-
-“Ma a me Ryo è sembrato molto sincero quando mi ha raccontato tutta la storia e anche a casa di Emi!”- la interruppe Kaori.
-“Non essere precipitosa ragazza mia! Fammi finire. Dunque: o Ryo non ti ha detto tutto o Emi ci nasconde ancora qualcosa!”- riprese Miki pensierosa
-“E tu hai qualche idea a riguardo, vero?”-
-“Si Kaori, non ti nascondo che qualcosa mi frulla per la testa. Hai parlato con Mick? Con Saeko?”-
-“No… non ne ho avuto modo, e non ne vedevo il motivo!”- Kaori abbassò gli occhi dubbiosa cercando di scovare nella sua mente qualche ricordo che potesse suggerirgli qualcosa.
-“Quindi fin dall’inizio di questa storia la verità, per te, è quella che ti ha raccontato Saeba.”- affermò Miki.
-“Ma perché continui a sostenere che Ryo mi abbia mentito o mi abbia nascosto qualcosa? Non capisco! Che motivo avrebbe?”-
-“Beh…. O fa tutto parte di un disegno più grande e noi ne stiamo vedendo solo una parte…. Oppure ti ha detto davvero tutto e sono io che sto vaneggiando. Tutto può essere! Però…”-
-“Bah Miki, non so che dirti… ma forse hai ragione tu. Io sono troppo ingenua.”-
-“Kaori rifletti. Perché Ryo ha liquidato la sua discussione con mio marito al parco, quando si è accorto della tua presenza? E perché…”-
-“Ma io ho solo supposto che fosse così e… “-
-“Insomma Kaori! Vuoi smetterla di interrompermi! Vuoi sapere cosa ne penso di questa faccenda o no?”-
-“Si Miki scusami.”- disse Kaori colpevole.
-“Ma no Kaori, ti stavo prendendo in giro! Non si può toccare il tuo Ryo!”- la canzonò l’amica.
-“Ma… ma… ma… ma che dici Miki… non era questo che intendevo…io… ecco…”- si scusò Kaori piuttosto imbarazzata.
-“Lo vedi che ho ragione? Dai su, non ti prendo più in giro promesso!”- le disse dandole un buffetto. Kaori si rilassò.
-“Miki, visto che Shinji sembra dormire tranquillo che ne dici di andare un momento di là a prendere una tazza di the caldo?”-
-“Ottima idea Kaori”-
Si recarono quindi nell’altra stanza. Di Ryo e Umibozu nessuna traccia. Questo non fece altro che aumentare i sospetti di Miki.

Credo che domattina avrò una discussione con la mia dolce metà!

-“Che ne dici: the verde, the bianco, the rosso, the nero, al bergamotto, ai frutti rossi, alla vaniglia… A te la scelta!”-
-“Non credevo ne esistessero così tanti tipi!”-
-“Oh, non te li ho elencati tutti, allora c’è anche al gelsomino…”-
-“Ok ok Miki! Mi arrendo! Vada per un buon the verde!”-
Aspettarono che l’infuso fosse pronto, e prese le tazze fumanti si sedettero al tavolo.
-“Dunque Kaori dove eravamo rimasti? Ah si! Perché Umi e Ryo hanno interrotto la loro conversazione? E perché ora sono spariti? Suo figlio sta male, e lui? Dov’è? Non mi sembra che abbia un lavoro su turni e quindi sia costretto a lavorare la notte! C’è troppo mistero. Indagheremo insieme Kaori! Non appena Shinji sarà guarito cercheremo di far luce sui nostri dubbi.”- disse Miki risoluta e pronta a scendere sul campo di battaglia.
-“Sui tuoi dubbi!”- disse Kaori strizzando l'occhio.
-“Kaori? Vuoi il mio aiuto? Dobbiamo aprire gli occhi e stare attenti ad ogni mossa, parola, movimento. Ok?”- le rispose Miki fingendosi arrabbiata e con tono da generale di corpo d’armata.
-“Signorsì signora!”- rispose Kaori mettendosi di scatto sull’attenti.
E scoppiarono in una fragorosa risata.
-“Shhhhhhh!!! Rischiamo di svegliare Shinji!!”- dissero entrambe, ma continuarono a ridere…

-“Sembra che tutto si stia sistemando Ryo!”- disse Umibozu, osservando le ragazze da dietro la porta.
-“Si è un ottimo segno il fatto che le ragazze stiano ridendo così di gusto! Chissà di cosa stanno parlando.”- rispose Ryo, rientrando insieme a Umi nel poligono di tiro posto sotto il Cat’s Eye.
-“Secondo me, parlano di te e di quanto sei idiota a volte!”-
-“Ehi piano con gli insulti!”-
Ryo si sedette ad un tavolo dove erano sistemati alcuni “giocattoli” da pulire.
-“Ho detto a volte…. Nervosetto eh?”-
-“Si Umi, questa storia non mi convince affatto. Ci sono troppi punti oscuri. A cominciare dal fatto che io sia davvero il padre di quel bambino.”-
-“Perché ne dubiti? Ti assomiglia. Certo solo fisicamente, per fortuna ha un carattere diverso dal tuo: è dolce e mite.”-
-“Ma ancora non hai finito con le tue offese? Io sono una persona unica”- dire Ryo offeso, incrociando le braccia al petto.
-“E meno male….. già tu sei di troppo, pensa se ce ne fossero due come te….”-
-“Si si prendimi pure in giro, la tua è tutta invidia!”-
-“Invidioso io? Io ho il coraggio di esprimere i miei sentimenti, non mi nascondo dietro una maschera come fai tu!”-
-“Uffaaaaa!!! Questo disco l’ho già sentito!”- stavolta appoggiò le gambe incrociate sul tavolo.
-“Ok, come vuoi. Allora torniamo alle cose serie: Emi ha ricevuto diverse lettere minatorie. Suo padre ha fatto di tutto per aiutare la figlia. Era una coincidenza il fatto che fosse sullo stesso aereo di Mick, o anche lui ha avuto guai con la Union Teope?”-
-“Il tuo dubbio è lecito. Ci sta lavorando Mick. Cercherà di venirne a capo e passerà le informazioni raccolte a me e a Saeko. Nel frattempo io dovrò fare un altro sopralluogo a casa Katayama. Visto che Kaori sarà impegnata con la guarigione del bambino, mi accompagnerai tu?”- chiese Ryo alzando gli occhi verso l’amico.
-“Contaci Ryo!”- rispose serio Umibozu.

Intanto dall’altra parte della città….
-“Cavolo! Questa si che è roba che scotta.. devo avvertire subito Ryo!”- l’americano si guardò in giro e certo che non ci fosse nessuno si diresse verso l’uscita, ma sempre con occhio vigile e movimenti felpati.
All’improvviso una luce di torcia lo sboccò.

-“Chi non muore si rivede, biondino!”- disse la voce ironicamente.
Mick cercò di capire da dove venisse quella voce e quella luce.

Una gelida risata riempì l’ampio ambiente.

giovedì

Qui tra il cielo e il cuore - Cap. 9 - Ricerche

Ryo, rientrò tardi quella sera. Quello che gli aveva detto Saeko era di una certa rilevanza e certo ridistribuiva le carte in gioco. Per quanto cercasse di arrivare ad una conclusione non ci riusciva. Era chiaro che avrebbe dovuto lavorare a fianco a fianco con i suoi amici per poter venire a capo della situazione. Mick si era dimostrato subito disponibile. Saeko avrebbe sfruttato le sue conoscenze. E anche Umibozu l’avrebbe aiutato. Di questo era sicuro. Man mano che si avvicinava al palazzo di mattoni rossi, cercava di distendersi. Non era il caso di rivoluzionare anche la vita privata delle persone che vivevano con lui. O almeno, forse non era ancora il momento. Prese un bel respiro prima di aprire la porta e quando la spalancò, alzando la voce disse: “Buonasera!!!” cercando di indossare il sorriso più sereno di cui disponesse. Ma non ebbe nemmeno il tempo di pronunciare il suo saluto che il suo sorriso divenne autenticamente sereno. Infatti, Shinji e Kaori lo stavano aspettando. Indossavano entrambi un grembiule rosso, ricamato con dei martelli gialli, sporco di farina, marmellata e cioccolata. Ridevano come matti, prendendosi in giro a vicenda, perché erano sporchi anche in viso e sui capelli.
-“Hei ma che cosa avete combinato qui?”-
-“Papà abbiamo preparato una torta buonissima tutta per te.”-

Piccolo…io non…merito tutto questo…

-“Ma davvero? Tutta per me! Ma oggi non è il mio compleanno!”-
-“No, non lo è, ma volevamo lo stesso fare una torta per te. Io e mamma Kaori abbiamo seguito la ricetta alla lettera! Adesso siediti e dicci com’è!”-

L’avete preparata per me? Così senza un motivo particolare?

Ryo si sedette e prese l’enorme fetta che Kaori gli porgeva.
-“Ma è buonissima! Shinji dì la verità! L’hai fatta tu vero? Perché Kaori non è affatto capace…!”-
-“Heheh stai attento a quello che dici o faccio una marmellata di te”- disse Kaori ridendo ma sottintendendo una minaccia, contando fino a dieci per non ricorrere al martello….
Quella torta era fatta col cuore e si sentiva. Finirono per divorarla tutta nel giro di pochi minuti.

Mentre Kaori riordinava la cucina, Ryo e Shinji si misero sul divano a guardare la tv. Il bambino però dopo pochi minuti si addormentò. Kaori stava per prenderlo in braccio e portarlo a letto ma Ryo la fermò. Voleva essere lui a portarlo in camera sua. Kaori lo lasciò fare. Quando tornò in salotto, la ragazza stava girando a vuoto i canali della tv. Ryo si sedette accanto a lei.
-“Sei più madre tu, di quanto io sia padre! E’ buffo no?”-
-“Credo sia normale… una donna reagisce in modo diverso rispetto ad un uomo, quando c’è da prendersi cura di un bambino.”- rispose Kaori, un po’ sorpresa dalle parole di Ryo.
-“Forse è come dici tu Kaori… ma… a quanto pare io sono suo padre sul serio, mentre tu non sei sua madre!”-
-“Ryo, non crucciarti. Pian piano le cose si sistemeranno.”- disse Kaori per rassicurarlo.
-“Chissà.”-
Restarono qualche minuto in silenzio, guardando le immagini che la tv emetteva ma senza vederle veramente. Entrambi erano persi nei loro pensieri. Ryo era indeciso se dire a Kaori dell’incontro con Saeko. Poi Kaori spense la tv. Quasi come ad incoraggiarlo. E Ryo decise di parlarle.
-“Ascolta Kaori, domani devo andare a casa di Emi. Vuoi venire con me?” –
-“Perché devi andare a casa di Emi?”-
-“Devo prendere alcune cose.”-
-“Ok ti accompagnerò… posso solo chiederti che cosa vai a prendere?”-
-“Beh, a questo punto forse è meglio che te ne parli. Oggi sono stato da Saeko….”

-“Che cosa dovremmo sapere Saeko?”- chiese Ryo.
-“Il nome mi dice qualcosa, ma in questo momento non riesco a collegare”-intervenne Mick.
Saeko prese alcuni fascicoli e li depose sulla sua scrivania.
-“Quando Kaori venne da me, per avere notizie di Emi Katayama, io le diedi tutte le informazioni in mio possesso. O almeno era quello che credevo. Sentivo che mancava qualcosa, ma in quel momento non avevo idea di cosa fosse. Solo ripensandoci, nei giorni successivi, riuscii a ricomporre i pezzi. Non era Emi Katayama il nome che girava nella mia testa. Bensì Shiro Katayama. Il padre di Emi.”- Saeko, riprese fiato, si alzò e guardò fuori dalla finestra.
-“Quello che venne fuori facendo le ricerche, è abbastanza importante. La malattia di Emi, incurabile, spinse suo padre a tentare l’impossibile pur di salvarla. Un uomo, incorruttibile come lui si fece travolgere in un vortice che lo inghiottì. Amava talmente sua figlia e suo nipote che avrebbe fatto qualunque cosa per loro. Fu così che venne invischiato nel giro della droga. Mick, quell’uomo era sul tuo stesso aereo, e credo proprio che quelli della Union Teope volessero prendere due piccioni con una fava, facendo esplodere quella bomba. Ma la faccenda sembra che abbia risvolti ancora più indietro nel tempo. Continuando le ricerche sono venuti fuori degli altri scheletri. A quanto pare la famiglia di Emi era da tempo minacciata da qualcuno. Adesso si tratta di scoprire da chi fosse minacciata e perché. Probabilmente tutto ha a che fare col processo in cui Emi testimoniò. E’ su questo che adesso dobbiamo indagare. Mi darete una mano ragazzi? A questo punto voglio vederci chiaro. Qualche pesce piccolo potrebbe esserci sfuggito, e la cosa non mi va a genio.”-
I due uomini annuirono.
-“Conta pure su di noi Saeko.”-
-“Sapevo che non mi avreste deluso”- disse l’ispettrice facendo l’occhiolino. –“Ryo vorrei che tu andassi a casa di Emi. Magari potresti trovare una piccola traccia. A quanto pare quella maledetta droga è ancora in giro. Dobbiamo scoprire tutto. Qualunque particolare ci può essere d’aiuto.”-
-“D’accordo Saeko.”-

-“E questo è quanto Kaori.”- disse Ryo rivolgendo il suo sguardo al pavimento.
-“A quanto pare Emi, non ci ha detto tutto. Chissà forse era ancora minacciata. Forse…”-
-“Kaori ci penseremo domani.”- disse Ryo, in fretta. Rifletté un attimo e poi continuò:
-“In ogni caso non dobbiamo trascurare il più piccolo particolare. Può darsi che quei tizi sappiano che Shinji adesso è con noi. Dobbiamo essere molto cauti. Sappiamo bene che con loro non si scherza. E non voglio che un bambino ci vada di mezzo. Quindi da domani staremo molto attenti a Shinji. Non sappiamo quanto tempo resteremo alla villa. Chiederò ad Umibozu di prendere il bambino a scuola e di tenerlo con se fino a quando non saremo tornati.”-


La mattina seguente fecero esattamente come Ryo aveva detto. Presero accordi con Umibozu e lasciarono il bambino nelle sue mani. Si diressero quindi verso la casa di Emi. Davvero imponente. Ne avevano viste ben poche così. Il personale di servizio era ancora lì, lavoravano alla villa come se Emi dovesse tornare da un momento all’altro. Emi, quindi aveva pensato anche a loro: non erano rimasti senza un lavoro. Saputo che Ryo era il nuovo padrone di casa, ovviamente prestarono tutto l’aiuto possibile affinché le ricerche fossero loro facilitate. Ben conservate nello studio di Shiro Katayama trovarono alcune lettere minatorie. Purtroppo non recavano alcuna data.
-“Quello che non capisco è perché non informarono la polizia.”-
-“Secondo me nascondevano qualcos’altro. Qualcosa di troppo prezioso che l’intervento della polizia avrebbe potuto danneggiare. So bene come si muove certa gente. Se il padre di Emi si è ridotto a lavorare al servizio dell’Union Teope vuol dire che la posta in gioco era troppo alta. Shiro Katayama è sempre stato un uomo irreprensibile e onesto. Non si sarebbe di certo comportato così se non avesse avuto un motivo ben valido e le mani legate. La malattia della figlia e la speranza di una cura per lei devono averlo trascinato davvero in un pozzo senza fondo.”-
Ryo sembrava sapesse bene cosa volesse dire. Kaori lo ascoltò con attenzione e non replicò. Continuò piuttosto nelle ricerche.
-“Ryo, andiamo nella stanza di Emi. Magari teneva altre lettere in camera sua.”-
Trovarono effettivamente delle lettere minatorie anche lì: minacciavano Emi e “quanto aveva di più prezioso”. Alcune facevano riferimento al bambino: “Se non farete come vi dico, non rivedrai mai più tuo figlio”.
-“Che Shinji sia stato rapito? E che in qualche modo siano riusciti a liberarlo? Questa storia comincia ad avere troppi punti oscuri, e non mi piace.”-
-“In nessuna lettera si fa riferimento a te. Né come guardia del corpo di Emi al tempo del processo, né successivamente in relazione al bambino. Emi deve aver nascosto molto bene la paternità di Shinji. Quello che non capisco è perché non ti abbia mai contattato nel caso del rapimento! Una cosa del genere era abbastanza grave da contattarti. Anche senza rivelarti nulla, perché non chiamarti?”-
-“Forse le nostre domande possono avere una risposta. Probabilmente Emi teneva un diario. Dobbiamo trovarlo.”-
In quel momento il cellulare di Ryo prese a squillare. La chiamata proveniva dal Cat’s Eye. Ryo rispose. Dall’altra parte, la voce di Miki era piuttosto preoccupata.
-“Kaori per oggi basta, torniamo a Shinjuku, Shinji sta male. Continueremo in seguito.”-

Shinji aveva la febbre molto alta. Miki attendeva il loro ritorno con ansia.

sabato

Qui tra il cielo e il cuore - Cap. 8 - Nuvole all'orizzonte

Il palazzo di mattoni rossi cambiò aspetto in pochi giorni. Fisicamente restò quasi tutto uguale, ma l’atmosfera che si respirava era diversa. In poco tempo quel bambino portò allegria e serenità. Il fatto che avesse perso la sua mamma, lo intristiva soprattutto al momento del risveglio e della buonanotte ma Kaori cercava di supplire come meglio poteva. Sapeva benissimo che non avrebbe mai sostituito Emi al cento per cento nel cuore del piccolo, era naturale, ma si impegnava con tutta se stessa perché Shinji crescesse tranquillo. I primi mesi furono i più duri. Shinji spesso si svegliava la notte in preda agli incubi, nonostante dormisse nel letto accanto a quello di Kaori. Allora la ragazza si alzava e lo cullava un po’cercando di farlo calmare. Ryo, sentendolo gridare, arrivava nella loro camera con un bicchiere di latte caldo, che il bambino mandava giù avidamente. Poi non si addormentava se non abbracciato a Kaori. E Ryo doveva restare lì a tenergli la mano fin quando tranquillo non scivolava nel sonno. Sentiva un assoluto bisogno di quel padre che gli era sempre mancato. Impararono una convivenza a tre e soprattutto impararono molto sulla vita di un bambino. Divennero una vera famiglia a guardarli superficialmente, dall’esterno. Ryo e Kaori, invece, continuavano con il loro solito tran-tran.

Le giornate scivolavano via tranquille. Kaori aiutava il bambino nei compiti di scuola e per avere soli 7 anni, Shinji era abbastanza diligente. E Ryo… Ryo non cambiò molto. Le sue abitudini restarono le stesse. Certo si preoccupava di quel bambino ma Ryo continuava, seppur con minore frequenza, nei suoi soliti comportamenti. A volte, a Kaori sembrava che anziché su di lui questa responsabilità fosse caduta su di lei. Non se ne lamentava, perché si sentiva così appagata da quel bambino che per il momento le andava bene. Cominciava però a pensare che il suo comportamento fosse davvero strano. Non aveva fatto una piega al fatto che lui fosse il padre di Shinji ma poi più che il padre del bambino si comportava da fratello maggiore. Kaori si lambiccava il cervello ma non riusciva proprio a capirlo.

Lo specchio rifletteva la giovane donna dall’aria pensierosa. Era lì da un po’ e rifletteva su quello che Miki le aveva detto tempo prima, se mai Ryo avesse intenzione, in qualche modo, di voler stabilizzare la loro relazione. Shinji era a scuola. Anche Ryo era uscito, ancora una volta, senza darle la benché minima spiegazione. E lei era turbata da questo comportamento. Decise di uscire. Sarebbe andata da Miki e le avrebbe parlato dei suoi dubbi. Prima di arrivare al bar decise di passare attraverso il parco per rilassarsi, ma passando vide Ryo e Umibozu che parlavano seduti su una panchina. Si bloccò all’istante cercando di carpire qualche parola, quei due sembravano troppo seri.


-“Allora vecchio mio? Hai finito di fare i tuoi comodi! Addio Stallone di Shinjuku!!!”- Umibozu parlava poco ma quando parlava colpiva.
-“Ma che dici scimmione? Lo Stallone di Shinjuku è qui e gode di ottima salute! E poi non ti ho chiesto di vederci qui solo per farti fare certe battute su di me!”-
Umibozu era serio ma se lo si guardava bene si poteva scorgere il guizzo di un muscoletto facciale in una risata trattenuta.
-“Si si come no! Ora che sei padre non puoi continuare a comportarti come al solito!-
-“E perché no? Tu che ne sai?”-
-“Ryo, credo che sia arrivato per te il momento di cambiare registro.”-
-“Falco, lascia perdere questi discorsi. Piuttosto ho bisogno del tuo aiuto…”- disse Ryo, più serio che mai.
-“Di cosa hai bisogno questa volta?”- anche Falco era tornato serio.
-“Non qui e non ora, Falco. Mi farò vivo io.”- disse Ryo notando la presenza di Kaori.

Kaori non riuscì a sentire niente, se non l’ultima frase di Ryo, ma intuiva che nell’aria c’era qualcosa di strano. Che Ryo si fosse accorto della sua presenza e avesse chiuso la conversazione a causa sua?

Ci pensarono Mick e Saeko a farle dimenticare questo episodio. Li incontrò, infatti, al Cat’s Eye. Saeko cercava Ryo, per convincerlo ad aiutarla in un nuovo, misterioso caso. Aveva già preso accordi con Mick, ma aveva bisogno anche di Ryo.
Né Mick né Saeko erano a conoscenza della nuova vita di Ryo e Kaori e restarono stupefatti nell’accogliere la novità. Praticamente all’unisono le fecero la domanda che tutti volevano farle e che nessuno aveva il coraggio di porle.
-“Ma Kaori come puoi voler bene a Shinji come se fosse figlio tuo? Ne parli come se fosse davvero tuo figlio!”-
-“Come potrei non volergli bene? È il figlio dell’uomo che amo.”-Kaori rispose serenamente e senza alcun’incertezza. Non si era accorta che proprio in quel momento Ryo e Umibozu erano rientrati al bar.
Ryo rimase sconcertato dalla dichiarazione d’amore della socia, seppur indiretta. Si fermò lì, dove le parole lo avevano raggiunto, continuando a guardare Kaori, che seduta al bancone rigirava il caffè nella sua tazza.
-“Ryo che fai, resti sulla soglia?”-disse Mick notando l’entrata in scena dell’eterno rivale. Con quelle parole di Kaori aveva constatato quanto grande fosse il loro inespresso e travagliato amore.
-“Oh, Ryo ciao! Ti stavo cercando per proporti un incarico, ma vista la situazione, non mi sembra il momento adatto”-disse Saeko guardando Ryo.
-“Beh ragazzi, io allora vado! Complimenti papà!”- continuò l’ispettrice, alzandosi dal suo sgabello. Dirigendosi verso la porta, Saeko rallentò, per avere modo di sussurrare qualcosa a Ryo.
-“Ti aspetto nel mio ufficio”- lo disse così piano che la sua voce giunse solo all’orecchio di Ryo.

Umibozu nel frattempo aveva preso il suo posto dietro il bancone insieme a Miki. Kaori, per nascondere l’evidente imbarazzo, guardò l’orologio e fece per andarsene, adducendo la scusa che era molto tardi e doveva andare a prendere Shinji a scuola. Salutò tutti e uscì di fretta dal locale. Ryo prese il suo solito caffè e poco dopo uscì anche lui, recandosi da Saeko. Mick lo seguì.

-“Bene ragazzi vedo che siete venuti entrambi. Ci sono alcune questioni, molto importanti, di cui dobbiamo parlare.”-disse Saeko, prendendo posto dietro la sua grande scrivania. Accavallando le gambe e appoggiando il mento sul dorso della mano, continuò:
-“Che cosa sapete esattamente della famiglia Katayama?”-